martedì 20 aprile 2010

Aprilia spezza la catena dell'acqua

E' il più straordinario caso di movimento dal basso contro la riforma dell'acqua. E' partito tutto da un ragazzo di 23 anni che si è appassionato alla questione e pian piano 6.000 famiglie di Aprilia hanno aderito alla rivolta contro Acqualatina, la società che da sei anni ha preso in gestione il sistema idrico della provincia di Latina. Una rivolta civile, condotta nei tribunali e con un atto di disobbedienza: pagano la bolletta al Comune anziché alla società mista pubblico-privato investita da un uragano di critiche per i mancati investimenti, i conti in rosso e il conflitto strutturale tra gli interessi privati e la politica.
I rivoltosi hanno riportato tante vittorie in tribunale, ma soprattutto, alle ultime elezioni comunali, hanno contribuito a far vincere uno schieramente civico sganciato dai partiti. E Mercoledì 21 aprile potrebbe cogliere il frutto di questa lunga lotta: alle 18 è convocato un consiglio comunale che darà un ultimatum ad Acqualatina. Entro un mese Aprilia potrebbe riprendersi la sua acqua. La guerra non è finita. Perché al di là degli slogan, il problema non è tanto la gestione pubblica o privata, ma la buona gestione, senza sprechi e senza salassi ai cittadini. Dopo aver vinto una battaglia così importante, l'obiettivo finale non può essere solo riportare l'acquedotto in mani pubbliche, ma anche garantire che il sistema funzioni e sia trasparente e controllabile. Non asservito agli interessi privati, ma nemmeno a quelli della casta.
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