mercoledì 17 marzo 2010

Attenti alla brocca che si beve il portafogli

Ieri entro in un negozio di casalinghi di Milano che promette saldi quasi sovrannaturali, merce praticamente regalata: "noi rinnoviamo il locale, tu rinnovi casa". Dopo aver dato un'occhiata agli sconti (più che sovrannaturali sono risultati irreali) sento una signora chiedere alla cassa quanto costano i filtri di una nota brocca per depurare l'acqua da bere. "Trentadue euro", risponde il cassiere. Non ce l'ho fatta a trattenermi, sono più impiccione di supergiovane: "Non è un po' troppo per un oggetto inutile?".
Lo so, dovrei farmi gli affari miei, ma non riesco a tacere di fronte al dilagare della brocca che dovrebbe farci bere acqua pulita e invece si beve i nostri soldi. Altroconsumo ha sottoposto a test i tre modelli più diffusi e ha verificato che nel migliore dei casi non servono a nulla. Nel peggiore rilasciano ammonio nell'acqua. Ma comunque, visto che i filtri costano oltre dieci euro l'uno e durano un mese, si può parlare di suicidio economico. A due euro al pacco da sei, è come comprare una bottiglia da un litro e mezzo al giorno. Dov'è il risparmio? Per non dire del fatto che l'acqua del rubinetto è decisamente migliore, a Milano in particolare.
Cara signora, ci sono casi in cui perdere la brocca è decisamente meglio che trovarla.

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