Quando si dice premiare il merito. In Sicilia parecchie città sono sommerse dalla spazzatura, ad Agrigento l'acqua arriva una volta ogni 15 giorni e nel resto dell'isola ci sono proteste diffuse per come funzionano gli acquedotti. Voi quanto paghereste il capo dell'Agenzia regionale rifiuti e acque? La Regione Sicilia gli dava quasi 1.500 euro al giorno. La storia incredibile di Felice Crosta, raccontata nel mio libro, La casta dell'acqua, ora è giunta a una conclusione ancor più paradossale: è andato in pensione con un assegno da 41.600 euro al mese, come ha raccontato Laura Anello sulla Stampa. Lordi, ci mancherebbe. Immagino che l'avvocato Crosta abbia in casa un altarino con la foto di Totò Cuffaro. Fu lui a nominarlo direttore generale dell'agenzia, dopo che già aveva dato prova di tanta capacità come vice commissario all'emergenza rifiuti. L'Agenzia ha funzionato talmente bene che il governatore attuale, Raffaele Lombardo, l'ha chiusa tre mesi fa. Ma niente paura: Cuffaro aveva pensato anche al futuro di Crosta. E sennò che minchia di amico sarebbe? Nella legge che istituiva l'agenzia era stato inserito un comma secondo cui al direttore generale sarebbe spettato il privilegio di calcolare la propria pensione sulla base dell'indennità che gli era stata assegnata (quella d'oro da 1.500 euro al giorno). A Crosta, nominato a marzo 2005, non è rimasto altro da fare che fare domanda di pensione nel luglio successivo. E, ora, salutare tutti e godersi i 41.600 euro al mese più un milione e mezzo tra liquidazione e arretrati. Che la Regione deve pagare perché ha tentato di dargli solo 219.000 euro l'anno. Lui ha fatto ricorso e la Corte dei conti ha stabilito che gliene spettavano il doppio. Così Crosta ora può bere tranquillo alla salute dei generosi (e assetati) corregionali. Cin cin.
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